Associazione Culturale Parentesi


Fondata a Messina nel 1989.
Periodico illustrato bimestrale di politica, economia, cultura e attualità diretto da Filippo Briguglio.
Reg. Trib di Messina 18/02/1989. Iscritto nel Registro Nazionale della Stampa con n°3127 Legge 5881 n° 416.

Avvenimenti

Il Libro: 1994 il 1° Salone dell’Editoria Siciliana alla fiera campionaria di Messina

di Filippo Briguglio

IL LIBRO: 1° Salone dell’Editoria siciliana

Ovvero un modo nuovo di coniugare cultura ed esigenza di proiettarsi m un marcalo non facile ne parliamo con il dott. Agostino Porretto. Commissario straordinario dall’Ente Fiera di Messina.

 

 

Messina tiene a battesimo, dal 22 al 25 aprile 1994, il 1° Salone dell’Editoria Siciliana, un’iniziativa assolutamente nuova nel suo genere fortemente voluta dall’Ente Fiera in quello spirito di rinnovamento e di attualità, sino ad oggi tenuto vivo soprattutto
dal Segretario Generale dott. Pietro Antoci, e adesso alimentato anche dalla voglia di fare, e di fare in positivo, dimostrata da Agostino Porretto, palermitano, commissario straordinario dell’Ente già da qualche tempo.
«L’idea di Questo primo Salone dell’Editoria Siciliana – ci dice Porretto- si e materializzata casualmente m un pomeriggio romano parlando con il dott. Antoci». Ma le sue motivazioni ben precise e le sue finalità affondano la loro ragion d’essere in un progetto dinamico intorno a cui stanno ruotando le iniziative dell’Ente Fiera, (al di là della annuale e ormai consolidata Fiera Campionaria Internazionale), che muovono anche verso settori non immediatamente compensativi ma attraverso i quali, tuttavia, l’Ente intende promuovere non solo la propria immagine a largo raggio ma anche  quella  della  Città dello Stretto, ove (e questo e ben atro discorso) anche le istituzioni soprattutto locali supportassero concretamente le iniziative spogliandosi di quella ormai tristemente nota apatia e distacco che le contraddistingue verso ogni iniziativa cittadina che non rientri nel (gioco dalle) parti”.
«L’Ente Fiera – sostiene Porretto, deve svolgere l’azione di catalizzatore di interessi sociali: promuovere nuove forme di espressioni culturali, come ad esempio è avvenuto con la Mostra dell’Antartide, che ha registrato circa tredicimila visitatori, oppure laddove vi siano anche delle difficoltà imprenditoriali, nel senso di espansione promozionale sul mercato, offrire pari opportunità al piccolo come al grande imprenditore ove, tra l’altro, manchi una vera e propria cultura dell’imprenditoria nel promuovere pa propria immagine».
Come si inserisca allora in questi programmi e con quali scopi questa manifestazione di fine aprile? «Nel caso di questo primo Salone dell’Editoria Siciliana in particolare – continua il commissario straordinario – la Fiera si propone di fissare dei punti ben precisi: intanto: l’attore della manifestazione è l’editore. E partendo dal presupposto che la sua produzione anche immensa possa non avere proporzionale riscontro al consumo, lo scopo è quello di stimolare
il consumatore come utilizzatore, di stimolare la curiosità di leggere accorpando per une volta insieme testimonianze diversificate di una non obsoleta attività editoriale della nostra Sicilia».

Ma qual è oggi il rapporto tra carta stampata (cioè, libri, giornali’) e i lettori? «Nella nostra realtà il libro, anche per un non corretto approccio scolastico, in prima battuta è vissuto come coercizione. Mentre invece esso è un fatto di piacere. Allora, qualsiasi manifestazione venga proposta sul libro, essa è stimolante del punto di vista del lettore, Per altro oggi vi sono delle piccole realtà editoriali misconosciute, ma con una propria vitalità altamente apprezzabile dal punto di vista della qualità. Allora la presentazione contestuale di questa pluralità di presenze nel campo della carta stampata non può avere altro che un impatto col fruitore ed una ricaduta in termini positivi».
– E se è vero, come è vero, che il lettore oggi è multiforme nel senso che riscuote molti consensi anche la stampa mirata ed il settore, del libro specializzato, è pur sempre un dato di fatto che la divulgazione resta qui come altrove, il fattore trainante del mercato. In questo senso come si articolerà il Salone?

«Uno dei punti cardini della nostra iniziativa è l’affermazione della sicilianità che esprime il settore. Nel senso che gli autori siciliani non vanno dimenticati né ignorati. E forse questo è anche uno dei motivi per cui abbiamo rifiutato la presenza di case editrici non siciliane, anche se più note in campo nazionale, che avrebbero potuto polarizzare l’attenzione e quindi distoglierla dallo specifico, con la loro corposa presenza. Proprio per tenere fede a questo spirito abbiamo programmato, all’interno del Salone, seminari, dibattiti, tavole rotonde alla presenza di più e meno noti autori siciliani (l’auspicata partecipazione di uno scrittore della portata di Umberto Eco sarebbe il top) come corollario di quella panoramica a 360 gradi che intendiamo offrire e che va appunto dalla opportunità di presentazione delle opere da parte di ciascun espositore alla informativa sulle nuove tecnologie del settore e così via. Il tutto per dare la possibilità di un giusto riscontro alla produzione siciliana e, attraverso esso, una maggiore sensibilizzazione del fruitore finale che è il lettore, anche giovane ed in questo senso abbiamo preso contatti con il Provveditorato agli Studi per la visita delle varie scuole, che per il trasporto, sembra potranno fruire di pullman messi a disposizione dal Comune».

– Chi ha aderito a questa iniziativa?
«Dal punto di vista degli espositori saranno presenti editori come Flaccovio, Sellerio, Sciascia che esporranno accanto a tanti altri editori, più piccoli e più artigiani, ma ugualmente molto validi. Abbiamo nella SIP in modo particolare uno sponsor d’eccezione nell’attuazione di un concetto di cultura diverso laddove cultura è comunicazione ad ampio spettro, ovvero libro tradizionale e tecnologia al servizio dell’uomo. Un discorso a parte, invece, merita la posizione delle istituzioni. Abbiamo avuto il patrocinio della Regione, ma l’Assessorato ai Beni
Culturali nicchia sul suo supporto. E mentre la Fiera coglie l’occasione per mostrare un volto nuovo e richiamare un’attenzione diversa sia delle istituzioni che di pubblico, invece le istituzioni cittadine denunciano assoluta apatia e inerzia nei confronti di questa manifestazione attraverso la quale, come per altre, si tenta il recupero con la cittadinanza e non solo. È purtroppo un consueto conflitto che si ripropone per la ignavia congenita delle strutture e per ristagnazioni od ostacoli per la maggior parte non sostenuti da reali motivi. Prevale la filosofia del non fare che è meno dannoso del fare mentre invece Messina ha bisogno vitale di movimento, di incentivare e sostenere l’iniziativa economica anche attraverso il sostegno di manifestazioni collaterali ma collegate ad essa».
– Quali sono le aspettative di questa iniziativa?

«Può essere una grande occasione: mettersi all’attenzione del Paese e del Bacino del Mediterraneo. In questa ottica rientra il riconoscimento abbinato a questo 1° salone dell’Editoria Siciliana, consegnato il 7 aprile al Premio Nobel Nagib Mahfuz al Cairo da me e dal dott. Antoci a nome dell’Ente Fiera. La partecipazione anche di espositori del settore di paesi esteri (Malta, Turchia, Tunisia, Giordania ed altri) evidenzierà un interscambio ed un riscontro internazionale per porre la Sicilia, e Messina in particolare, come punto di riferimento dell’Editoria mediterranea. Noi siciliani siamo infatti il Sud del Nord e, nello stesso tempo, il Nord di un Sud (il bacino del Mediterraneo, appunto) che ci consente di operare come agente catalizzatore. E se le istituzioni ci sostenessero nel perseguimento di un obiettivo comune di promozione potremmo fare molto, così come potrebbe cominciare ad essere con la partecipazione nostra e di tutti gli espositori presenti al Salone da noi organizzato, alla Fiera del Libro di Francoforte, nel prossimo ottobre. Di una cosa, infatti, sono certo: la manifesta volontà rassegnata di apatia non è vero che esprima, necessariamente, mancanza di capacità di risorse. Di fatto il successo di un popolo è il risultato della sua capacità di fantasticare».

 

Parentesi – Anno 6 n° 24  marzo- aprile 1994 pagg.25/26

 

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