Ho terminato da poco di leggere il libro”Mio fratello Gaetano” di Filippo Briguglio, Edizioni Parentesi – Messina 2017.
Pur non essendo il genere di libri che leggo, debbo dire che in questo caso, ho fatto una eccezione, perché mi sono sentita tanto coinvolta e la lettura l’ho trovata scorrevole e interessante. Il libro, scritto dal fratello minore di Gaetano, ci permette di conoscere la persona,
non soltanto l’uomo di cultura ma la persona ricca di passioni, ma in una dimensione più familiare, più intima.
“Nessuna cosa è tanto giusta da non essere anche sbagliata” Gaetano Briguglio.
Ritengo che una biografia debba comprendere non solo la vita privata del soggetto, ma anche i cambiamenti che questi ha apportato nella misura è stato d’ispirazione ed esempio per gli altri.
Credo che l’intento dell’autore sia stato anche questo: oltre omaggiare il fratello in modo dolce e per nulla scontato, ci ha dato un esempio di vita da seguire, perché la vita va vissuta fino all’ultimo respiro, senza mai abbattersi e sempre a testa alta, come ha fatto Gaetano. Consiglio questo libro anche ai non amanti delle biografie, lo troverete una lettura abbastanza scorrevole e ben scritta.
- Giusy La Macchia (2015)
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- REECENSIONE:
- “Mio fratello Gaetano” di Filippo Briguglio: un atto d’amore e un prezioso affresco culturale
- Con Mio fratello Gaetano (Parentesi Editore, Messina, 2015, 108 pagine), Filippo Briguglio firma un affettuoso e vivido omaggio al fratello maggiore, Gaetano Briguglio, scomparso prematuramente a quasi sessantasette anni a Marina di Gioiosa Ionica (RC). Tuttavia, l’opera va ben oltre il tributo familiare: si configura come un toccante atto d’amore fraterno e una preziosa testimonianza di un’epoca intensa per Messina e il Sud Italia.Briguglio costruisce il ritratto di Gaetano – professore di storia e filosofia, raffinato saggista, critico cinematografico e teatrale – evitando la trappola della mera commemorazione o della cronaca agiografica. Fin dalle prime pagine, il tono è intimo e sincero, sostenuto da una narrazione capace di restituire con equilibrio l’umanità e la statura intellettuale del protagonista. Ne emergono l’acume filosofico, la passione civile e l’instancabile dedizione al sapere, testimoniate anche dall’attività pubblicistica su riviste come Il Filo Rosso e da qualche collaborazione con Parentesi, rivista di politica e cultura diretta dallo stesso autore.
La biografia di Gaetano si snoda attraverso tappe fondamentali: la precoce passione per il cinema e la filosofia, la lunga carriera al Liceo Classico di Locri, l’impegno nella saggistica culturale e la resiliente battaglia contro la malattia. A scandire il racconto, i riferimenti ai suoi lavori più importanti: Il carcere militare in Italia (Qualecultura, 1973), Corrado Alvaro al cinema (Rubbettino, 1984, scritto con Giovanni Scartò), e le opere dedicate a Mario La Cava, tra cui Corrispondenze dal Sud Italia (Città del Sole Edizioni, 2010), quest’ultimo pubblicato postumo e presentato nella prestigiosa Aula Magna dell’Università di Messina il 9 dicembre 2010.
Il libro di Briguglio è anche una finestra sul fermento culturale e politico della Messina del dopoguerra e della Calabria dagli anni ’70 in poi. Attraverso la figura di Gaetano, il lettore si immerge in un contesto vibrante di idee, tensioni e speranze, dove l’intellettuale si faceva carico di una missione sociale ed educativa. La cultura, per Gaetano, era uno strumento di emancipazione e dialogo, mai un esercizio sterile.
La prosa di Filippo Briguglio è fluida, coinvolgente e capace di emozionare senza indulgere nella retorica. L’autore intreccia ricordi familiari e aneddoti personali – a tratti teneri, a tratti vivaci e divertenti – con analisi più riflessive, offrendo uno spaccato autentico e vitale. Memorabili i racconti dell’infanzia, come quello del fratello maggiore che risparmiava la paghetta per acquistare i volumetti della BUR, o degli scherzi innocenti tra fratelli, che restituiscono il ritratto di un Gaetano affettuoso, generoso e profondamente umano.
Filippo Briguglio riesce nell’impresa, tutt’altro che semplice, di avvicinare il lettore a una figura che, pur essendo colta e rigorosa, non si ammanta mai di distanza o altezzosità. Il professor Briguglio emerge come un uomo integro, coerente, entusiasta della vita e dell’insegnamento, impegnato a trasmettere sapere con passione e naturalezza.
Scrivere la biografia di un familiare comporta sempre il rischio di cedere all’idealizzazione; qui, invece, il racconto resta ancorato a una narrazione autentica, capace di commuovere e di restituire, senza filtri, la complessità e la grandezza discreta di un uomo “comune”, straordinario nella sua normalità.
Mio fratello Gaetano è, infine, un’opera che si offre non solo come memoria privata, ma come testimonianza collettiva: un invito a riflettere sull’importanza della cultura, dell’impegno civile e della memoria, in un tempo che sembra aver smarrito il senso profondo di queste parole. Un libro prezioso, intenso e vero, capace di lasciare nel lettore una traccia profonda.
Magda Lusenti GdS – Roma) 2023