Associazione Culturale Parentesi


Fondata a Messina nel 1989.
Periodico illustrato bimestrale di politica, economia, cultura e attualità diretto da Filippo Briguglio.
Reg. Trib di Messina 18/02/1989. Iscritto nel Registro Nazionale della Stampa con n°3127 Legge 5881 n° 416.

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Prefazione di Filippo Briguglio al libro di Aldo Nigro “Vocazione di Messina”: alla ricerca della sua identità

Il percorso intellettuale compiuto da Aldo Nigro in questa fatica letteraria segue rigorosamente un filo conduttore: individuare la “vocazione” della città, ovvero la sua inclinazione, attraverso la ricerca del sinallagma, o nesso di reciprocità, tra ambiente, società e storia del capoluogo.
Per raggiungere questo obiettivo, il saggio è diviso in quattro parti: “Identità della comunità”, “Identità di Messina”, “Figure messinesi”, “Universalità di Messina”.
L’uso di concetti come quelli di “individualità” e “universalità”, tra loro contrapposti e al contempo intimamente connessi, secondo una tradizione che attraversa millenni e continenti, guida il lettore alla conoscenza dell’habitat messinese. L’approfondimento del significato del termine “persona” introduce, nella consecutio dell’excursus filologico, all’idea di una correlazione costante persona/universo che passa attraverso la definizione dell’“identità”, come specifico/originale dell’universo stesso, per arrivare alla concettualizzazione dell’individualità come manifestarsi di quell’identità in quanto fonte di “vocazione”.
Il discorso perviene, quindi, all’individuazione delle inclinazioni della città: rapporto di coppia – famiglia – comunità – universalità.    Simbolicamente, questa concezione affiora anche nella storia di Messina: uno per tutti, ricordiamo il mito di Mata e Grifone, descritto ed analizzato dal nostro autore, che ne sottolinea  il significato a sostegno della tesi del ruolo fondamentale della concezione della famiglia nello sviluppo della città. Insistere nell’esame critico di questo libro sarebbe un’operazione avara di frutti, perché sono tanti e tali i temi in esso mirabilmente affrontati, che soffermarsi su alcuni piuttosto che su altri potrebbe non solo essere riduttivo, ma proporre una visione fuorviante.  È preferibile suggerire la lettura dell’opera, che si presenta complessa, ma non complicata.
Lo stile è asciutto, mai oscuro.  Il ricorso ad analogie desunte dalla letteratura, così come la discorsività del testo, facilita la comunicazione di concetti tutt’altro che semplici, la cui comprensione è agevolata dalla coerenza dell’esposizione e dal linguaggio, lineare ed efficace, sicché si ha l’impressione che l’Autore guidi il lettore quasi prendendolo per mano e accompagnandolo lungo il cammino. Campeggia sopra tutta la trattazione l’armonia delle pagine che percorrono il tracciato ideale della nostra città, che, per dirla con Nigro, “ha una particolare funzione che è quella di fare il bello, di trasformare le cose, innovandole, ed aggiungendo alle stesse quell’insieme che consente di ammirarle in modo armonico”.
In un momento in cui Messina è relegata in una sorta di limbo, sospesa tra ciò che è e ciò che potrebbe essere, l’accento deciso sulla sua “vocazione” rappresenta un’impennata di orgoglio cittadino e lancia una esortazione a trovare il coraggio di perseguire senza sosta, finanche di pretendere, un modo di vivere dignitoso e fiero.

Filippo Briguglio

Edizioni “LibriParentesi”, 2003)

Recensione:

Nel nuovo saggio emergono le reali e più evidenti tendenze del capoluogo dello Stretto è stato presentato, a Palazzo dei Leoni, il volume di Aldo Nigro dal titolo: “Vocazione di Messina alla ricerca della sua identità” edito da “Parentesi”. Ha introdotto i lavori il giornalista Mario Calamia (nella foto il tavolo con i relatori del convegno), che ha esplicitato ai presenti la sua piena partecipazione alle attente teorizzazioni dell’autore che, proprio nella sua ultima “fatica” letteraria, ha voluto chiarire la sua posizione in merito al concetto di identità, con preciso riferimento alla città peloritana. E’ stata la volta del prof. Cosimo Inferrera, ordinario dell’Università di Messina. Con dovizia di particolari, il relatore ha offerto una precisa disamina del lavoro, che ha considerato nella varie fasi della sua costruzione progettuale. Nella fattispecie, lo studioso ha sintetizzato l’artificiosa architettura filosofica alla quale Nigro ha affidato sé stesso e la sua città con intelligenti parallelismi tra la letteratura ed il folklore, con frequenti ed appropriate puntatine di ordine mitologico. Specie nella prime cento pagine – ha esordito – lo scrittore definisce il suo pensiero in merito all’individuo, alla dualità, alla comunicazione ed alla persona che rappresentano, in definitiva, il fulcro su cui fondano le reali e più immediate inclinazioni della città dello Stretto. Di fatto è nel libro – di cui, oltre all’elegante veste tipografica si apprezza la fluidità di linguaggio, l’unitarietà delle immagini ed il sostanziale ordine mentale e contenutistico – la ricerca anche nella storia patria di un’uniformità intellettuale, alla quale consegnare, nel suo continuo ed inarrestabile divenire, il futuro dei cittadini e, soprattutto, la stessa messinesità. Appaiono come un gradevole, fil rouge, fatti e personaggi che la rappresentano nella sua veritiera essenza e la definiscono nella sua, mai platealizzata, complessità. Ha presentato ‘incontro il curatore del libro dott. Filippo Briguglio.

Edidrice “Parentesi”  2003

 

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