Associazione Culturale Parentesi


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Avvenimenti

“Parentesi”- Le nostre interviste – a colloquio con Giuseppe Naro, presidente della provincia regionale di messina

 

ESSERE PRESIDENTE DELLA PROVINCIA

di Flavia Alessi

(Palazzo dei Leoni, sede della provincia regionale di Messina)

 

Dott. Naro, cosa significa essere Presidente della Provincia Regionale di Messina?


– Significa sapersi fare carco di una serie notevole di problemi, per tentare, insieme al coniglio, alla giunta e a tutti i soggetti pubblici e privati operanti sul territorio, di trovare una soluzione ai vari problemi che si vengono a creare. Le competenze sono vaste, specie da 4 anni a questa parte, a causa dell’avvento della legge n. 9 e vanno dai problemi della pianificazione territoriale a quelli dell’artigianato, dell’agricoltura, almeno per quanto attiene le competenze proprie dell’ex comunità montana, al turismo, allo sviluppo economico, all’ambiente, all’edilizia scolastica di secondo grado, alla viabilità… Devo ammettere che non è assolutamente facile “governare” tutto ciò.

La gestione è dunque diventata ultimamente più complessa?

– SI, è più impegnativa, ma abbiamo cercato di orientare tutti gli sforzi verso un obiettivo fondamentale, che è quello di individuare le condizioni per lo sviluppo della nostra comunità.

 

In questi 4 anni, in definitiva, molti più compiti da svolgere? Quali i supporti in più per farlo?

 

– I supporti sono stati modesti rispetto all’incremento delle competenze, anzi, probabilmente, in proporzione, “si stava meglio prima” Questo però non è un ostacolo, anzi vuole essere uno stimolo, per continuare meglio il nostro lavoro, in maniera più incidente.

 

Come giudica il bilancio della vecchia amministrazione?

 

– Il bilancio è certamente positivo, un bilancio che per certi versi considero ragguardevole, e le linee politiche si possono riassumere nell’aver creato i presupposti affinché il consiglio provinciale scaturito dalle elezioni del 6-7 maggio, possa operare con buone prospettive di riuscita. Credo che questa nuova fase costituente, che abbiamo vissuto tutti insieme, consiglio, giunta, maggioranze e minoranze, pur con ruoli distinti, ma sempre convergenti nell’obiettivo finale, è da considerarsi come un passaggio fondamentale per il futuro. In particolare ci sono poi successi come: i concorsi, le assunzioni, il piano di edilizia scolastica, che dovrebbe eliminare i guasti principali
della scuola nella provincia di Messina, almeno per quanto riguarda la
scuola secondaria, l’ammodernamento delle strade provinciali, la realizzazione di una serie di palazzi polifunzionali diffusi nel territorio… Questi fanno parte però del bilancio concreto ed operativo, ma anche il bilancio politico è positivo, tanto da permettere alla Provincia di guardare, con buone prospettive, verso il futuro.

 

Il successo più grande per lei è dunque quello di aver creato dei presupposti?

 

– Si certo, anche perché la legge n. 9, se non è da principio ben applicata, e da noi ho la presunzione di dire che “è partita bene”, corre il rischio di abortire.

 

Su quali linee politiche si è basato il programma portato avanti da questa sua amministrazione?

– L’obiettivo primario che ci siamo posti è quello di creare le condizioni per lo sviluppo, il che significa studiare ed affrontare, e noi in questi anni abbiamo studiato ed in parte affrontato, i grandi problemi legati alla disoccupazione, anche perché siamo convinti che la risposta a la disoccupazione non può nascere solo dall’ente pubblico, e allora vanno create le condizioni per lo sviluppo, perché nel momento in cui si creano queste condizioni, si creano occasioni di lavoro, e questo va fatto nei più svariati settori, agricoltura, artigianato, edilizia, turismo, industria, ecc.

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Crede che i presupposti sulle quali si è basato il programma portato avanti in questo quinquennio vadano mantenuti? O c’è qualcosa da modificare?

 

– Certo, il nuovo consiglio avrà modo di mettere meglio a fuoco le varie
problematiche, anche perché è un consiglio più ampio e quindi più rappresentativo e dunque vi è la possibilità di accogliere in maniera più compiuta quelle che sono le istanze, le esigenze della nostra comunità.

A questo punto, il suo compito in cosa si concretizza?

– Il mio compito consiste nella convocazione, appena possibile, del nuovo consiglio provinciale, e come consigliere più anziano, nel presiedere la prima seduta. Poi, appartiene alle decisioni del consiglio e delle forze politiche della costituenda maggioranza, operare le nuove scelte politiche. Ovviamente per quanto mi riguarda, c’è la disponibilità per una riconferma.

 

La risoluzione di quali problemi, la vecchia amministrazione ha lasciato in sospeso e saranno dunque rimessi alle decisioni del nuovo consiglio?

 

– L’amministrazione uscente lascia “in itinere” varie cose, fra le più importanti, la definizione dell’area metropolitana, e per quanto riguarda l’interno, la nuova ristrutturazione dei servizi, che va fatta con un’informatizzazione generale.

Quali sono, secondo Lei, i problemi che andrebbero affrontati senza ulteriore indugio?

 

– Il problema più grosso, in cui ci cimenteremo continuamente, è quello di creare le condizioni per una riduzione della disoccupazione. Tutto quanto andremo a fare sarà funzionale a ciò.

 

Parliamo un po’ delle recenti votazioni. Quali sono le sue considerazioni?

 

– Sostanzialmente c’è una conferma del quadro di maggioranza della volta precedente. C’è un calo, che pe altro mi sembra nazionale, dei comunisti e dei missini, ma per il resto ci troviamo davanti ad una riconferma.

Quali sono state per lei le sorprese? Sempre se ve ne sono state

– No. non ve ne sono state, anche l’elezione del rappresentante verde era. bene o male, prevista.

Cosa significa e che peso avrà la presenza di tanti “nomi nuovi” all’interno del nuovo consiglio provinciale?

 

– Vi sono state delle perdite dolorose, perché in questi anni abbiamo imparato ad apprezzare tantissimi colleghi che, o per non aver rinnovato la candidatura o per vicende elettorali, non faranno parte del nuovo consiglio; però al di là di questo, la capacità di rinnovarsi, di esprimere rappresentanze nuove è un fatto esaltante, perché rappresenta uno stimolo, specie per i nuovi eletti che sono ansiosi di apportare un loro contributo nuovo e originale e quindi costruttivo. Mi auguro soltanto che quel patrimonio costruito dal vecchio consiglio, basato sulla capacità di muoversi comunque negli interessi generali e nel rispetto delle posizioni reciproche, non vada disperso.

Si conosce già la composizione della nuova giunta?

 

– Assolutamente no, ancora è prematuro.

 

Cosa ne pensa del piazzamento della lista DC?

 

– É un risultato che considero straordinario perché ci porta a livelli altissimi, e questo conferma come la DC in provincia di Messina, sia un partito che si è posto al servizio delle istituzioni.

 

In conclusione, c’è qualcosa che Lei stesso vuole esprimere e comunicare ai nostri lettori?

 

– Ci potrebbero essere tante cose, ma probabilmente, la cosa più importante da esprimere è che la gente non consideri l’istituzione Provincia e l’istituzione in genere, come qualcosa che appartiene al Palazzo e quindi distante, dovrebbe considerarla invece come qualcosa di proprio, perché il nostro obiettivo è quello di riuscire, attraverso il rapporto con la gente, a migliorare anche la qualità
del servizio che vogliamo rendere.

 

Flavia Alessi

 

Parentesi, anno II n.8 maggio 1990

 

 

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