Associazione Culturale Parentesi


Fondata a Messina nel 1989.
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Reg. Trib di Messina 18/02/1989. Iscritto nel Registro Nazionale della Stampa con n°3127 Legge 5881 n° 416.

Avvenimenti

Prefazione al libro di poesie in vernacolo di Mico della Boccetta: “Va tuttu beni”- La Grafica Editoriale, Messina

Va Tuttu Beni di Mico della Boccetta

 

Prefazione di Filippo Briguglio

«Che vieta di dire il vero ridendo?». Fedele a questo antico motto del poeta Orazio, Mico della Boccetta si ripresenta a noi con questa raccolta di versi scritti tra il 1980 ed il 1986 e già quasi tutti pubblicati da «Il Soldo» e da altri giornali messinesi.

Chi ha avuto già modo di leggere la poesia satirica dell ‘Autore non potrà non cogliere, anche adesso, la pungente e sottile ironia che lo ispira. Brillante ed acuto osservatore della realtà politica che lo circonda, italiana in generale e messinese in particolare, l’Autore stesso si definisce «una voce stonata: quella del poveraccio che si lamenta, denunciando, come può, le cose che, a suo giudizio, vanno male». Ed egli stesso non poteva trovarsi autodefinizione più esatta!

È difficile, infatti, trovare, oggi una voce, tanto pungente quanto garbata, capace di levarsi a denunciare, con tate incisività, la corruzione, te incapacità, te ruberie.

Ed è inconfutabile, nel leggere i suoi versi, la constatazione di ritrovare eventi e considerazioni su cose che realmente fissano sotto i nostri occhi. Per certi aspetti egli diventa la «coscienza scomoda» di ciascuno di noi!

Il sagace spirito critico te sue punzecchiature, che possono anche non piacere «a qualcuno», fanno di Mico della Boccetta, (al secolo Domenico Borgia) è una penna» più atta «a sferzare che ad incensare». Tanto che egli è solito sostenere che «sarebbe stato motto più facile e conveniente usare il turibolo tanto più che un granello d’incenso non costa niente!».

Soprattutto in una città come la nostra, dove 1’apatia finisce troppo spesso col degenerare in pericoloso letargo, Mico della Boccetta, messinese purosangue, può veramente considerarsi, nel substrato culturale cittadino, la voce satirica, più unica che rara, che cerca di scuoterci un po’ tutti dalla «nnappa», dalla «baropatia da scirocco».

Scomodo ed arduo compito il suo! Ma il tentativo è sempre, comunque, ben riuscito.

 

Filippo Briguglio

– “La Grafica editoriale”, Messina giugno 1987

         

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