Corrispondenza

Caro Filippo, ho ricevuto l’ultimo numero di “Parentesi” e La ringrazio per il gentile e gradito omaggio.
Trovo il numero tre notevolmente migliorato, sotto ogni aspetto, rispetto ai precedenti e penso che la rivista possa in futuro occupare uno spazio più adeguato, come invece non seppe fare….
Mi rallegro quindi con Lei, con l’amico Bruno Villari e con i principali suoi collaboratori, che quasi tutti conosco.
Mi permetto soltanto di suggerire la sparizione, in avvenire, di alcuni passi che cozzano col respiro panoramico che la rivista ha e, di conseguenza, la caduta di qualche firma di troppo.
Questo a che, come mi auguro, il periodico s’imponga all’attenzione generale e conquisti una larga area di diffusione. Perdoni la mia solita schiettezza e mi creda, affettuosamente suo
P.S.: Cari saluti a tutti gli amici operanti in direzione e redazione.
Marcello Danzè
Messina, 3 agosto 1989


La nostra città, in fatto di cultura, è forse la cenerentola dell’isola – Una parentesi si è registrata in tempi recenti – quella di Salvatore Pugliatti, chiusasi con la sua morte. Da qualche anno tuttavia, lontano dal gruppo pugliattiano nel quale vigeva – salvo qualche eccezione – una tronfia alterigia, un giovane giornalista messinese, Filippo Briguglio, s’è proposto di instaurare una parentesi culturale. L’intento smaliziato del neofita è riposto in una rivista bimestrale che assume proprio il titolo assai significativo ed emblematico di “Parentesi”. Bisogna dire che essa mira a raccogliere attorno a se un gruppo di studiosi di ogni arte, in grado di portare avanti un discorso propriamente culturale e proficuo e duraturo nelle diverse sfaccettature non escluse quelle politico – sociali di Messina. Una Parentesi “da chiudere il più lontano possibile: un piano ambizioso. I risultati conseguiti fin qui con l’apporto di nomi come Giuseppe Morabito, latinista di fama europea, Silvio Papalia Jerace, che in umiltà ha dedicato una vita all’esaltazione del patrimonio artistico della città, Fortunato Pergolizzi, storico dell’arte, Trento Malatino, filosofo pacato (già facente parte della “brigata” di Pugliatti), Nino Pafumi, studioso senza aggettivi e di altri lasciano ben sperare una lunga vita della “testata “.
Peppino Scrofani


“Parentesi” è un bimestrale ben confezionato e diretto dal dr. Filippo Briguglio (nato a Scilla nel 1952, pubblicista dal 1988) con indubbia competenza. E’ edito dall’Associazione Culturale Parentesi di Messina, regolarmente iscritto nel registro nazionale della stampa a Roma, venduto in edicola. Si pubblica a Messina. Formato rivista e riccamente illustrato, i suoi contenuti prettamente culturali spaziano dai problemi della scuola a quelli musicali, dalla medicina alla filosofia, dagli itinerari turistici all’arte, dalla letteratura all’interesse per il mondo dei giovani. Ma nel coacervo degli argomenti esposti nel periodico bimestrale, non si perde di vista la sicilianità “del suo tessuto intrinseco, che lo rende prodotto di alto valore, oltre che culturale anche morale, espressione viva e degna d’una regione tanto generosa, quanto a volte, confusa e vilipesa nel contesto non sempre esemplare di una meridionalità comunque viva e vitale”.
GSA – Master News Agency
Milano, marzo ’92

 


La nostra città, in fatto di cultura, è forse la cenerentola dell’isola – Una parentesi si è registrata in tempi recenti – quella di Salvatore Pugliatti, chiusasi con la sua morte. Da qualche anno tuttavia, lontano dal gruppo pugliattiano nel quale vigeva – salvo qualche eccezione – una tronfia alterigia, un giovane giornalista messinese, Filippo Briguglio, s’è proposto di instaurare una parentesi culturale. L’intento smaliziato del neofita è riposto in una rivista bimestrale che assume proprio il titolo assai significativo ed emblematico di “PARENTESI?. Bisogna dire che essa mira a raccogliere attorno a sé un gruppo di studiosi di ogni arte, in grado di portare avanti un discorso propriamente culturale e proficuo e duraturo nelle diverse sfaccettature non escluse quelle politico – sociali di Messina. Una Parentesi “da chiudere il più lontano possibile: un piano ambizioso. I risultati conseguiti fin qui con l’apporto di nomi come Giuseppe Morabito, latinista di fama europea, Silvio Papalia Jerace, che in umiltà ha dedicato una vita all’esaltazione del patrimonio artistico della città, Fortunato Pergolizzi, storico dell’arte, Trento Malatino, filosofo pacato (già facente parte della “brigata” di Pugliatti), Nino Pafumi, studioso senza aggettivi e di altri lasciano ben sperare una lunga vita della “testata “.
Peppino Scrofani


Voglio aprire una Parentesi. Non di quelle che, incarcerate tra due curve verticali, normalmente completano una frase – tacitiana o ciceroniana – non sempre accettabile. Per me aprire tale Parentesi è spalancare una finestra sul mondo multiforme della cultura in generale, ma senza trascurare un particolare riguardo alla nostra Messina, città sfortunata, spesso abbattuta ma sempre risorta, più bella.  E’ PARENTESI tutto quanto una rivista prestigiosa può contenere, potendo usufruire dell’apporto eclettico di validi collaboratori. Possiamo ammirare in special modo l’impegno preso dal Direttore Briguglio nell’illustrare i vari villaggi del Comune, cosa che tanti ma tanti anni prima aveva cominciato a fare il compianto storico cav. Gaetano La Corte Cailler (1874-1933), nostro indimenticabile amico di famiglia, cominciando dal villaggio Artalia (Altolia). L’impegno assunto dal Direttore Briguglio rende la rivista particolarmente interessante sotto il profilo storico e artistico, l’insieme arricchito da stupende immagini a colori. Pertanto, su carta patinata, con una veste di lusso, PARENTESI si fa leggere e ammirare come uno scrigno aperto al quale si vogliono rubare preziosi segreti.
Ad maiora!
Silvio Papalia Jerace


Per esprimere un giudizio su ‘PARENTESI’ mi riferisco a un’affermazione di G. C. Argan: “La comunicazione per immagini  vale almeno quanto la verbale”. Questi due elementi sono vivamente presenti nella rivista diretta da Filippo Briguglio. E’ bella d’acchito, nel suo insieme, per la qualità della fotocomposizione e della video impaginazione. Ma non solo per questo. Di volta in volta, atteggiata in modi snelli e comunicativamente efficaci, risulta coerente al suo proposito di essere un panorama di politica, economia, cultura e attualità. Ciò secondo due linee, l’una rivolta ad esplorare i già ignorati paesi della provincia per rilevarne i trascurati o abbandonati “tesori”, l’altra mirante a suscitare interesse per non pochi aspetti di rilievo della vita e della cultura del nostro tempo.
Trento Malatino


Egregio Direttore, con vivo interesse ho letto ed apprezzato il vostro numero di novembre-dicembre, certo che darete un contributo nella direzione da voi scelta. Dal momento che la rivista dedica ampio spazio a fatti culturali nonché all’invito al recupero di monumenti di interesse storico ed artistico mi permetto inviarLe un profilo, sia pure breve, di Brolo augurandomi che possa trovare spazio nella vostra rivista. Al mio augurio di continuare sulla strada intrapresa si associa quello di mio padre. Augurandomi nella prossima stagione di potere avere una vostra visita nella torre di Brolo, di mia proprietà, le invio cordiali saluti.
Nino German


… Ogni mese per me, sfogliare la Rivista è diventato un rito, un legame con la città di Messina che non si spezzerà mai. E devo anche dire che gli argomenti trattati me la fanno rivivere assai bene, forse meglio di quanto non lo fosse per me quando, con i libri sotto il braccio, andavo ogni giorno al Seguenza, pieno di speranze di entrare in un mondo migliore. Beh, gli anni della scuola sono una cosa assai bella da ricordare, ma a quei tempi la città era piccola e i fermenti culturali – che mai mancano in ogni comunità umana – erano soffocati dal?la mancanza di spazi espressivi. Ecco, allora non esisteva PARENTESI. Non esisteva una palestra dentro cui confrontarsi con la cultura e leggere oltre l’informazione di cronaca; e poi scrivere e ritrovare un dibattito aperto. Un’iniziativa che, arrivata al quinto anno di vita, vive uno splendido smalto. Ma non è solo questo. Un paio d’anni fa ero in Spagna, a Barcellona e un amico andato via dall’Italia da tantissimo tempo, mi chiese cosa sapevo del mensile italiano PARENTESI. Mi meravigliai, a dire il vero, che il giornale fosse arrivato così lontano e ben felice presi a sfogliare l’ultimo numero, che ancora non avevo letto.Un articolo del prof. Mario Calamia sul centro olftalmico  Barraquer della città catalana aveva permesso anche alla comunità italiana di conoscere PARENTESI. Me ne sentii orgoglioso. Per questo dico all’amico Briguglio di continuare su questa strada che, certamente è piena di ostacoli, ma forse è proprio il loro superamento che rende il percorso più divertente. E anche perché  in questo momento assai difficile, un contributo serio della carta stampata può veramente tanto: per un giornalista è un dovere sacrosanto. Auguri, Filippo.
Enrico Ferrone
Roma, 28 febbraio ’94


Caro Direttore, leggo con molto interesse PARENTESI, la rivista da Lei egregiamente diretta. In essa sono trattati gli argomenti più interessanti di politica e di attualità e vengono messi in evidenza, con particolare  competenza, gli elementi di cultura generale, di arte, di letteratura e di cronaca che interessano la città e la provincia. Gli inserti, poi, riesumano sopiti ricordi di folklore, di usi e di costumi delle genti della nostra regione con una intuizione giornalistica impeccabile. Nell’augurarle sempre maggiori riconoscimenti e successi per la rivista, Le formulo le mie più sentite congratulazioni. Con molta cordialità
P.S.: Mi consideri un abbonato affettuoso.
Mariano Messina
Messina, 5 ottobre ’92


Gentile Direttore, desidero esprimerLe i sensi più vivi del ringraziamento mio personale e dei Componenti tutti dell’Istituto di Parassitologia medica dell’Università di Messina per aver voluto dedicare alcune pagine della Sua prestigiosa Rivista sul ruolo dell’Istituto predetto nel campo della ricerca e dell’assistenza sanitaria specialistica. Non credo di meritare tanta attenzione perché ritengo di svolgere, con entusiasmo e buona volontà, il mio compito Istituzionale; sono, perù, del pari convinto che l’Istituto occupi realmente un giusto riconoscimento a livello non solo meramente giornalistico ma scientifico ed umano essendo tutti impegnati alfine di tenere alto il nome di una istituzione unica nel suo genere e, quanto più possibile, qualificata e qualificante. Mi è gradita l’occasione presente per rallegrarmi con Lei, signor Direttore, con la Redazione, e con tutti i suoi collaboratori per aver saputo realizzare e pubblicare con periodicità una importante Rivista che, per il contenuto dei temi via via trattati, per la qualità degli Autori per l’impaginazione, per le foto pregevoli e per una infinità di altri motivi che da Collega (essendo Direttore della “Rivista di Parassitologia) conosco e che non posso, in questa sede enumerare. Ecco perché sono veramente felice che il mio Istituto di Parassitologia medica sia stato illustrato nel numero di marzo del corrente anno e, nel ringraziarLa ancora, Le auguro, le fortune più ampie per PARENTESI e per la Sua attività.Con amicizia e stima
Antonino Ioli
Messina, 31 marzo 1992


Illustre Direttore, in occasione dell’ultimo soggiorno messinese mi sono recato al gabinetto di Lettura alfine di arricchire le nozioni sulla città della quale sono oriundo. Grazie alla Bibliotecaria, signora Teresa Carbonaro, ho avuto in consultazione alcuni numeri di PARENTESI, rivista di cui avevo sentito benevolmente parlare fra i concittadini residenti a Roma.
Raffaele Marino
Roma, 15 maggio ’92


Il mio recente approccio, la mia recente adesione alla rivista PARENTESI, me ne hanno fatto stimar molto i connotati e la validità per una serie di ragioni. La rivista, trattando anche argomenti d’interesse generale, si concentra, soprattutto su Messina e Provincia, senza pedanterie, senza sfoggi eruditi ma con aggraziata dignità. Fresca, lineare, bella per la ricchezza e la magia delle illustrazioni, porge – come su un vassoio – l’antico, il nuovo, l’edito, l’inedito, la cultura, la notizia; né tralascia la presentazione, ora in luce ora in controluce, di personaggi attivi del panorama odierno. Suscettibile di un ulteriore sviluppo, di crescita, già non è – dopo pochi anni dal.. battesimo – fanciulla inesperta ed imbranata. Ben distribuiti nelle pagine i testi di quanti vi collaborano in modo ininterrotto e saltuario.
Debbo forse temere che un tal giudizio su PARENTESI sia fallace? che meriti di non essere da altri condiviso?
Placido Andriolo
Messina, 2 dicembre 1991


Estimado Dr. Briguglio: En nombre de mis colaboradores y el mio proprio, le doy las gracias por sus amables lineas y por la revista PARENTESI con los datos que en ella se presentan sobre nuestro Centro, rogandole haga extensivo nuestro agradecimiento al prof. Mario Calamia.
Muy atentamente,
Joaquin Barraquer
Barcelona a 4 de noviembre de 1991


Caro dr. Briguglio, ho ricevuto il suo numero 10 di PARENTESI, che ho gradito molto anche perché mi ha confermato il Suo buon ricordo di me. Ma voglio soprattutto complimentarmi con Lei, perché si tratta di un numero ottimamente realizzato e ottimamente dedicato a un gioiello della zona Ionica: Fiumedinisi (dal nome legato a Diòniso e non a quello di Dionisio). Condivido con Lei l’entusiasmo per tutta la provincia di Messina che va valorizzata e di cui deve essere diffusa la conoscenza presso colti-anafabeti messinesi. Auguri, rallegramenti e.. buon lavoro.
P.S.: Mi consenta di suggerire per uno dei prossimi inserti: S. Lucia del Mela (a cui sono legato per rapporti affettivi e di radice familiare e su cui potrei dare qualche piccolo, modesto contributo iconografico).
Con i miei piùcordiali saluti
Giordano Corsi
Roma, 2 dicembre ’90


Caro Filippo, ho ricevuto l’ultimo numero di PARENTESI e La ringrazio per il gentile e gradito omaggio.
Trovo il numero 3 notevolmente migliorato, sotto ogni aspetto, rispetto ai precedenti e penso che la rivista possa in futuro occupare uno spazio più adeguato, come invece non seppe fare…. Mi rallegro quindi con Lei, con l’amico Bruno Villari e con i principali suoi collaboratori, che quasi tutti conosco. Mi permetto soltanto di suggerire la sparizione, in avvenire, di alcuni passi che cozzano col respiro panoramico che la rivista ha e, di conseguenza, la caduta di qualche firma di troppo. Questo a che, come mi auguro, il periodico s’imponga all’attenzione generale e conquisti una larga area di diffusione. Perdoni la mia solita schiettezza e mi creda, affettuosamente suo
P.S.: Cari saluti a tutti gli amici operanti in direzione e redazione.
Marcello Danzè
Messina, 3 agosto ’89