Associazione Culturale Parentesi


Fondata a Messina nel 1989.
Periodico illustrato bimestrale di politica, economia, cultura e attualità diretto da Filippo Briguglio.
Reg. Trib di Messina 18/02/1989. Iscritto nel Registro Nazionale della Stampa con n°3127 Legge 5881 n° 416.

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Introduzione al libro Quei Giorni a Roma, di Giuseppe Scrofani

di Filippo Briguglio

 

La prima edizione di Quei giorni a Roma, pubblicato dall’Editrice Naxos, risale al 1964; ad essa hanno fatto seguito una seconda edizione del 1980 ed una terza del 1986. Oggi il libro giunge alla quarta edizione, integro nei contenuti: cioè non rivisitato dall’autore, ma rinnovato solo nella veste tipografica da questa Editrice “Parentesi”1, che lo ha così inserito nella collana di narrativa Libriparentesi.
Sono state eliminate alcune note a piè di pagina e una parte delle schede didattiche di esercitazione presenti nelle edizioni precedenti; la prefazione è la stessa della terza edizione, curata all’epoca dal prof. Giuseppe Morabito, chiarissimo docente di Latino e Greco2 presso il prestigioso liceo classico “Francesco Maurolico” di Messina. Il prof. Morabito, insigne studioso e autore di una ricca produzione latina in versi ed in prosa di livello internazionale, è scomparso tragicamente nel 1997, all’età di novantasette anni.
Esauritasi ben presto anche l’ultima edizione, verso la metà degli anni ‘90 l’autore, meditando di realizzarne una quarta, chiese allo stesso prof. Morabito di curare una nuova presentazione. L’insigne professore, nonostante l’età ormai avanzata, non seppe sottrarsi all’impegno morale di inviare al nostro autore una lettera che, in realtà, non era una nuova prefazione, ma un rinnovato attestato di stima e di compiacimento per il successo ottenuto dal libro, ormai alla soglia della quarta edizione.
Per desiderio dell’autore, il testo della lettera è stato riportato integralmente, di seguito alla prefazione.
Cosa dire di più? Il libro è un nostalgico amarcord delle emozioni vissute dall’autore, descritte con toni ora pacati, ora commossi, nel quale le parole, in un fine lavoro di cesello, si susseguono tra loro come i pezzi di un mosaico. Attimi di vita riemergono, a distanza di tanti anni, vibranti della commozione di quei giorni.
Leggere questo libro è tuttora indubbiamente piacevole; lo stile conciso ed incisivo nulla toglie alla riflessione ma, al contrario, meglio delinea la drammaticità e la suggestione di un periodo che l’autore ha voluto ricordare innanzitutto un po’ per se stesso e, poi, per quelli che, come lui, hanno condiviso quel triste momento storico. Ma forse, al di là dalle stesse sue intenzioni, queste pagine limpide riescono a rievocare mirabilmente, anche per chi quel periodo non l’ha vissuto, un palcoscenico di vita e di storia, a testimonianza di ciò che fu.

Filippo Briguglio

Un po’ di prefazione  di Giuseppe MORABITO,

Poeta latino ed Emerito  docente di Latino nei Licei Classici

L’ autore di questo libro ha voluto scriverlo per ricordare le peripezie in cui si è trovato, giovane appena ventenne, a Roma, in un triste periodo della nostra patria.

Vi era andato per iscriversi alla Università, ma, per le vicende infauste della guerra, la città rimase in balia dei tedeschi, i quali, credendosi traditi, volevano far sentire le loro vendette. Così egli rimase bloccato. Lontano dalla famiglia e senza possibilità di comunicazioni, dovette barcamenarsi per superare, giorno dopo giorno, pericoli non pochi e non poche ristrettezze. Arrestato, provò Regina Coeli; liberato dopo diciotto giorni, dovette far di tutto per tirare avanti e … non finire in Germania. II momento più grave fu quando egli, il giorno del ‘attentato di via Rosella, trovandovisi molto vicino, corse pericolo di essere catturato e finire alle Fosse Ardeatine. Anche dopo le preoccupazioni non mancarono per le varie prepotenze tedesche. Eppure, quando, all’avvicinarsi degli anglo-americani sbarcati a Nettuno, i tedeschi furono costretti a ritirarsi, fatti segno a continui attacchi, egli provò anche compassione per quei giovani che avevano combattuto con invidiabile disciplina, ed erano costretti a cedere.

Infine, dopo la liberazione, e la solenne adunata in piazza san Pietro per ringraziare il papa Pacelli, l’autore Quei giorni a Roma può tornare a rivedere i monti della Sicilia e riabbracciare i suoi.

Reca stupore come egli, a distanza di anni, abbia potuto ricordare con precisione tanti episodi e persone e date. La narrazione è semplice, rapida, immune da sfoggi letterari. Non c ‘è ombra di odio. Pagine pulite e commosse; per questo si leggono volentieri.

Giuseppe Morabito

 

Caro dottore.

Mi ha chiesto di preparare una presentazione per la nuova edizione, o di modificare un po’quella che c’è. Non si spiaccia: Le confesso che non mi sento, né capisco la causa della mia abulia. Riletta la pagina che c’è, posso aggiungere solo che può essere lieto che il Suo ricordo di
anni lontani sia stato gustato tanto che, in pochi anni, si è giunti alla quarta edizione. Ne sono lieto anch’io perché la cosa è, per libri del genere, insolita, specie se pubblicati in terra del Sud. Se la terza edizione si è esaurita, si deve a meriti innegabili: semplicità di stile; aderenza ai fatti realmente avvenuti, piccoli o grandi che siano; mancanza di vera o falsa politica; nessun desio di far mostra di bella scrittura con parole difficili frasi sibilline, termini stranieri… Qui poi c’è assenza di volgarità, di cui non sembra possano fare a meno coloro – uomini o donne
– che han voglia e paura di volare, e anche qualche Nobel.

Auguro che ciò possa valere anche per altre edizioni.

Giuseppe Morabito

Edizioni “LibriParentesi” Anno XIII n.1 Giugno/Luglio2002

 

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